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Costume e società

ABORTIRE IN ITALIA

L’aborto e’ il dolore più grande che una donna possa provare, ne resto convinta. 
È la perdita di un figlio, è così per me.

È complicato, pieno di dolore ma è una scelta personale insindacabile perché nessuno ha il diritto di entrare nella vita di un altro.

Io certamente sono contraria, credo che non lo farei mai e anche questa è una scelta mia, solo mia. 

Ma sono pure convinta che l’aborto sia un diritto che va difeso e garantito. È un diritto.

L’interruzione volontaria di gravidanza è consentita dalla legge 194 del 22 maggio 1978. Prima di questo momento l’aborto era ritenuto un reato. 

Una conquista femminile che però oggi, per quanto può sembrare strano, si rimette in discussione, dopo quarant’anni sta tornando un tabù.
Perché? Come? 
Il 70% dei medici fa obiezione di coscienza.

Dopo la scelta psicologicamente estenuante e spesso capace di distruggere gli equilibri di una donna di andare in ospedale, diventa nei fatti materialmente impossibile perché i medici si rifiutano di praticare l’aborto. Diventa dunque un diritto negato. 

Se interrompere una gravidanza diventa così difficile non viene tutelato il diritto alla salute delle donne. 
I dati italiani sugli obiettori di coscienza sono esorbitanti:
• In Campania, 83,9% ;

• In Basilicata, 84,1% ;

• In Sicilia, 83,5% ;

• In Molise, 93,3% .
Per porre rimedio è intervenuta la Commissione dei Diritti Umani e Sociali del Consiglio d’Europa, stabilendo che in Italia non viene tutelato il diritto alla salute delle donne ed invita il sistema sanitario nazionale a prendere provvedimenti.

Ma, ad oggi, nulla ancora è cambiato in Italia.

Se non si interviene al più presto si rischia che una conquista faticosa, che doveva rendere meno terribile una scelta tremenda, venga di fatto spazzata via insieme ad anni di impegno e lotta femminile.

Venite con noi da Babbo Natale

Ho sempre sognato di portare mio figlio in un posto così. 

Un posto incantato, dove la magia del Natale ricorda la dolcezza di questo periodo dell’anno e che non si è mai troppo grandi per sognare.


Mancano più di quaranta giorni a Natale eppure ieri abbiamo passato un sabato con Babbo Natale e la sua renna, abbiamo visto la sua casa, siamo saliti sulla sua slitta, abbiamo scritto la famosa “letterina” e l’abbiamo consegnata a lui personalmente che è arrivato insieme ai suoi elfi aiutanti.


Tutto perfetto e no, non siamo dovuti andare fino a New York per vivere un’esperienza del genere. È bastato andare a 50 km da Roma, a Vetralla, vicino Viterbo, dove qualcuno ha avuto l’idea geniale di inventarsi il “Regno di Babbo Natale”.


 1000 mq di esposizione, musica e magia, magistralmente organizzati. E poi l’arrivo di Babbo Natale, perfettamente somigliante al più bello e reale che possiamo immaginare: è il coronamento di un sogno per ogni bambino.

Vi chiederete quanto costa? È gratis!

Si, l’ingresso è gratuito così come l’incontro con Babbo Natale. Chi volesse può acquistare uno dei tantissimi oggetti natalizi, l’unico imbarazzo è la scelta perché sono tutti bellissimi e scegliere è difficile.
Questo è un post in cui servono molto più le

foto che le parole. Vi lascio tutte quelle che ho fatto.

Buon divertimento……

SPOSA COL PANCIONE 

A volte ci si sposa in tre. Si, in tre.

Perché lei è incinta. 

Allora che vestito si sceglie?
Il pancione si deve mettere in mostra o no?

Secondo me l’abito da sposa deve mettere in mostra il pancione e seguire la naturale rotondità della donna.


 Resto convinta che il pancione è una grazia da portare con orgoglio, con decisione, si diventa mamme quando le prime protuberanza iniziano a scorgersi. È in quel momento che si prende coscienza davvero che si aspetta un figlio. 

Il senso di protezione verso nostro figlio nasce da lì secondo me, perché iniziamo a vederlo, sentirlo, accarezzarlo.

E allora io dico si, certamente si: il pancione si deve mettere in mostra. 

Diversamente dalla tendenza del passato, quando si tendeva a nascondere il pancione perché si voleva nascondere la gravidanza che non poteva, secondo il pensiero di troppi, arrivare prima del matrimonio.
Per cui la sposa incinta usava tutti gli escamotage possibili per nascondere il pancione. C’era chi sceglieva di sposarsi il prima possibile per evitare che nessuno sospettasse la gravidanza, chi optava per un abito che nascondesse la sospetta ed improvvisa rotondità. 

Oggi le cose sono molto cambiate, fortunatamente.


Sempre più spesso ci si sposa ORGOGLIOSAMENTE col pancione, spessissimo si aspetta appositamente che si noti abbastanza per andare all’altare. 

E che bello andare all’altare in tre, arrivare con la famiglia già creata, con una nuova vita che consacra e lega per sempre due persone.

FRATELLI

Chi ha la fortuna di averne uno sa cosa significa. Un rapporto unico, il più stretto, il più reale, che non conosce filtri, non ne ha bisogno.
Da piccoli compagni inseparabili di giochi, di gelosie, di capricci ma mano a mano che si cresce arriva il senso di protezione che esprime tutto il bene che li lega. 
I fratelli sono una garanzia per il futuro: sai che ci sarà sempre una persona su cui contare, una porta dove bussare e che troverai sempre aperta, anzi spalancata .
Io ho un fratello, uno di quelli che tutti vorrebbero perché lui c’è. C’è sempre. E da quasi quattro anni c’è anche per mio figlio. Un punto fermo insostituibile e incomparabile. Con lui ho imparato la condivisione iniziando dai giochi e da lì non abbiamo più smesso, nelle gioie e nelle difficoltà. Ancora di più nei problemi.


Ho trovato online poche righe di una lettera anonima dedicata ad un fratello e così vorrei concludere, perché queste parole bastano:

“Alti e bassi, abbiamo corso insieme gridando di gioia, abbiamo scalato alte montagne, montagne russe, siamo precipitati verso il basso, il buio profondo, abbiamo poi guardato con occhi fieri, e dall’alto, il mondo.
Abbiamo viaggiato nel bene e nel male, lontani nella stessa stanza, e vicini più che mai a chilometri di distanza.
La vita passa, ma poche cose restano, pilastri fissi dell’esistenza.Tu, fratello mio, sei uno di questi.
Non importa cosa ci riserverà il futuro e quali situazioni ci troveremo ad affrontare:so che comunque vada, adesso e sempre.. l’uno sull’aiuto e il rispetto dell’altro, potrà contare”.

LA RICETTA PER REALIZZARE I SOGNI ESISTE

Esiste una ricetta per realizzare i sogni, anche quelli impossibili?Si, certo che sì. 

Si chiama impegno, si chiama umiltà, si chiama passione.

Ma soprattutto si chiama capacità di andare oltre gli ostacoli, oltre le critiche.

Avere voglia di cambiare il mondo e pensare al futuro senza paura, senza timore di alcun genere, senza titubanze.

In poche e semplici parole: non bisogna avere paura di sognare. Sognate e fatelo alla grande ( tanto cosa ci costa?!).

Esistono delle regole per realizzare i sogni?

Secondo il ricercatore nella lotta contro il cancro Alberto Mantovani, si esistono. Secondo lui ci sono delle capacità interiori che ci spingono a non mollare mai, a superare le difficoltà e gli ostacoli, anche quando sembrano insormontabili. Mantovani ha scritto un saggio che, secondo me, ognuno dovrebbe leggere perché è una ventata di ottimismo e positività. Si chiama ” NON AVERE PAURA DI SOGNARE” ed indica dieci regole da seguire per realizzare i sogni.
Vediamoli insieme:
1. SEGUI LE TUE PASSIONI, è la regola delle regole. Avere passione per quello che si fa è il segreto per coltivare i propri sogni;

2. UMILTÀ, perché i sogni si coltivano col seme dell’umiltà e della modestia. Perché l’arroganza fa fallire ogni progetto;
3. RACCOGLI LE SFIDE, perché ogni sogno comporta una sfida e la prima è quella con noi stessi;
4. FARE GIOCO DI SQUADRA, perché collaborare con gli altri è importantissimo, il confronto è sempre costruttivo, gli altri ci regalano sempre qualcosa;
5. IMPARA DAGLI ALTRI, ascolta e apprendi;
6. DAI VALORE AL SAPER FARE, perché quando inseguiamo i nostri sogni dobbiamo essere preparati, il lato della professionalità non va mai sottovalutato.
7. ACETTA IL GIUDIZIO DEGLI ALTRI, sempre. Bisogna mettersi sempre in gioco e accettare le critiche;
8. VERIFICA CON SCRUPOLO, con grande onestà dobbiamo verificare tutto ciò che facciamo. Dobbiamo assicurarci sempre della realtà di quello che portiamo avanti;
9. CONTRIBUISCI A CREARE PONTI DI PACE, vivendo in una dimensione di apertura e dialogo.
10. CAMBIA IL MONDO, che potrebbe apparire come una regola astratta ed invece ” Il nostro sogno, qualunque esso sia, sconfiggere la fame nel mondo o l’Aids, ma anche fare l’insegnante, deve avere questa premessa: volere cambiare il mondo. Sennò coltivarlo può diventare sterile.”

SATINELLE SI PRENDE CURA DEL NOSTRO CORPO

Amiche, prendersi cura del nostro corpo significa volersi bene, è un gesto d’amore che dobbiamo a noi stesse.
Non certo a caso i latini, i più saggi della storia, erano convinti che la mente restasse sana solo in un corpo sano.

Soprattutto per me è fondamentale occuparmi della pelle, l’involucro del nostro corpo, che deve essere sana, liscia e setosa.
Da dove iniziare?
Dall’epilazione senza dubbio alcuno!
Ed io finalmente ho trovato la giusta soluzione: si chiama SATINELLE. 

È il nuovo epilatore di Philips per gambe, corpo e viso. Nel kit sono inclusi una spazzola esfoliante ed un massaggiatore per il corpo.
Insomma, una vera e propria SPA a chilometro zero, comodamente a casa, magari sdraiata sul divano dopo una giornata di quotidiano stress.

Dopo anni di dolorosissime e odiosissime cerette e tentativi vani di sostituirla con altri metodi epilatori senza successo, ho trovato il top, il meglio che potevo sperare. 

Per me è stata una vera e propria illuminazione. Tutte le donne possono comprendere l’importanza di trovare soluzione agli antiestetici e fastidiosi peli.

Satinelle è facilissimo da usare, leggero e maneggevole ma soprattutto efficace.

Si può usare in qualsiasi momento della giornata e comodamente a casa, appena abbiamo un momento per noi, anche perché serve davvero poco tempo.
Secondo me, i punti di forza di Satinelle sono essenzialmente questi:
– Ha l’impugnatura a forma di S che ci aiuta molto nell’uso, facilitando il tutto;
– La testina esfoliante dice addio ai peli incarniti ;
– La testina massaggiatrice stimola la circolazione sanguigna, ma soprattutto ci regala un momento di relax;
– Rimuove i peli più corti ed è silenzioso.

Meglio di così è impossibile !

Io ve lo consiglio, come ho fatto con le mie più care amiche.

UNA CAMPAGNA PER LA VITA

Ieri ho partecipato, con grande piacere, alla conferenza stampa della LILT (Lega italiana per la Lotta contro i Tumori) sulla XXIV edizione della campagna “LILT for Women-campagna Nastro Rosa 2016”.Il presidente della LILT, il professore Francesco Schitulli, uomo di grande carisma umano e professionale ha sinteticamente e chiaramente illustrato quella che è la situazione dei tumori alla mammella in Italia.


Questo male terribile è il “big killer n.1”.

Ha infatti registrato un aumento significativo del 30% circa nella donne al di sotto dei 50 anni di età. Si stima che in Italia nel 2016 saranno più di 50.000 i nuovi casi di tumore alla mammella. I dati sono allarmanti.

Ma è anche vero che una diagnosi precoce al seno comporta una guaribilita’ superiore al 95% dei casi.


Quindi, la parola d’ordine è una : PREVENZIONE.
Come?
– Autoesame, la c.d. palpazione che ogni donna dovrebbe eseguire una volta al mese;

– Visita senologica (una volta all’anno);

– Ecografia al seno (una volta all’anno);

– Mammografia (per le over 40, una volta l’anno).
Ottobre è il mese della prevenzione, la LILT organizza oltre 300 ambulatori nelle 106 sezioni provinciali che saranno a disposizione gratuitamente dell’utenza per informazioni, visite senologiche ed eventuali controlli diagnostici.
Testimonial della campagna di sensibilizzazione 2016 è Elisabetta Gregoraci che ha offerto la sua immagine per aiutare tutte le donne a comprendere l’importanza vitale della prevenzione e della diagnosi precoce dei tumori alla mammella. Elisabetta è una ragazza del Sud, dove la prevenzione è una pratica poco diffusa e dove ci si ammala di più. 

Inoltre ha precocemente perso sua madre di soli 50 anni a causa di un tumore. 

Da qui si può intuire lo spirito con il quale Elisabetta è testimonial vera di questa campagna, quanto è sensibile a questo tema e alle sofferenze che comporta non solo al malato ma all’intera famiglia. 

Un gesto importante e generoso quello di Elisabetta che si rivolge alle donne dicendo:”io faccio prevenzione e tu?”

UNA CAMPAGNA PER LA VITA

Ieri ho partecipato, con grande piacere, alla conferenza stampa della LILT (Lega italiana per la Lotta contro i Tumori) sulla XXIV edizione della campagna “LILT for Women-campagna Nastro Rosa 2016”.Il presidente della LILT, il professore Francesco Schitulli, uomo di grande carisma umano e professionale ha sinteticamente e chiaramente illustrato quella che è la situazione dei tumori alla mammella in Italia.


Questo male terribile è il “big killer n.1”.

Ha infatti registrato un aumento significativo del 30% circa nella donne al di sotto dei 50 anni di età. Si stima che in Italia nel 2016 saranno più di 50.000 i nuovi casi di tumore alla mammella. I dati sono allarmanti.

Ma è anche vero che una diagnosi precoce al seno comporta una guaribilita’ superiore al 95% dei casi.

Quindi, la parola d’ordine è una : PREVENZIONE.
Come?
– Autoesame, la c.d. palpazione che ogni donna dovrebbe eseguire una volta al mese;

– Visita senologica (una volta all’anno);

– Ecografia al seno (una volta all’anno);

– Mammografia (per le over 40, una volta l’anno).

Ottobre è il mese della prevenzione, la LILT organizza oltre 300 ambulatori nelle 106 sezioni provinciali che saranno a disposizione gratuitamente dell’utenza per informazioni, visite senologiche ed eventuali controlli diagnostici.
Testimonial della campagna di sensibilizzazione 2016 è Elisabetta Gregoraci che ha offerto la sua immagine per aiutare tutte le donne a comprendere l’importanza vitale della prevenzione e della diagnosi precoce dei tumori alla mammella. Elisabetta è una ragazza del Sud, dove la prevenzione è una pratica poco diffusa e dove ci si ammala di più. 

Inoltre ha precocemente perso sua madre di soli 50 anni a causa di un tumore. 

Da qui si può intuire lo spirito con il quale Elisabetta è testimonial vera di questa campagna, quanto è sensibile a questo tema e alle sofferenze che comporta non solo al malato ma all’intera famiglia. 

Un gesto importante e generoso quello di Elisabetta che si rivolge alle donne dicendo:”io faccio prevenzione e tu?”

LA SOCIAL MEDIA WEEK E IL FENOMENO “MAMME BLOGGER “

Si è appena conclusa a Roma la Social Media Week , una settimana dedicata interamente all’approfondimento dei social.La Social Media Week è un evento dedicato alla trasmissione della cultura digitale, attraverso speaker di portata internazionale e nazionale, approfondimenti, workshop pratici, seminari e keynote.

Obiettivo principale è stato: la divulgazione del sapere digital.

I Social Media stanno assumendo sempre più importanza nella nostra vita quotidiana.

Basti pensare che nel 2016, il numero di utenti che accede ai social media da dispositivi mobili è cresciuto del 17%, con Facebook come canale indiscusso tra tutti i canali social.

I dati ci dicono che :0,4 miliardi di persone che hanno iniziato a utilizzare Internet nell’ ultimo anno, hanno anche aperto un account social.

La Social Media Week è fra i 10 eventi più innovativi al mondo, ha come obiettivo quello di esplorare l’impatto sociale, culturale ed economico del web, del digital e dei social network.
Tantissimi i temi affrontati, tra i quali:

– DIGITAL ART;

– NUOVE FORME DI CREATIVITÀ SU WEB E SOCIAL;

– PA SOCIAL;

– DIGITAL PR;

– SOCIAL MEDIA FOOD;

– SPORT 2.0;

– SOCIAL MEDIA FASHION;

– SNAPCHAT LESSON ;

– SOCIAL INFLUENCERS;

– TRAVEL BLOGGER;

– ECOMMERCE;

– I SEGRETI DEL DIGITAL MARKETING;

– INSTAGRAM MARKETING
Il dato per me più interessante è stato il momento dedicato alle MAMME BLOGGER (per ovvi motivi).

Paolo Prestinari di “Fattore Mamma” si è soffermato sul tema mamme che sono il target più interessante, sono le più social, le utenti più assidue.

Le mamme hanno, infatti , esigenze di informazione e bisogno di confronto continuo, soprattutto se si tratta di una prima gravidanza. Il web è il modo più facile e che richiede meno tempo.

In Italia il 90% delle mamme accede a internet, il 51% segue i brand sui social e da fiducia ai blog molto più che alle altre fonti online.

Questo perché le mamme si fidano delle altre mamme, si fidano delle loro pari.

Le mamme blogger parlano ogni mese con centinaia di migliaia di mamme come loro instaurando così una relazione di fiducia.

PASSIONE SNEAKERS 

Non so voi, ma io adoro le sneakers.

Adoro sentirmi comoda, stare bene quando cammino.

Non vedo l’ora che arrivi il week-end per indossarne un paio e dedicarmi a mio figlio e ai suoi parchi, giostre, biciclette, lotte fra super eroi & co.

Stare comoda è praticamente obbligatorio quando gioco o esco con Totò ed io non potrei esserne più felice.

Qualche giorno fa, sfogliando una nota rivista di moda, ho letto che per il prossimo autunno/ inverno andranno di moda le sneakers colorate, stampate o luccicanti che giocano con la moda, l’arte, lo sport.

Le influencer di stile già le hanno ai piedi.

Quindi, non solo comode ma anche trendy.

Mi sono divertita ad andare alla ricerca dei modelli più nuovi, di mio gusto e spero pure del vostro.

Date un’occhiata.