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Marzo 2019

100% mamma

Nutripiatto: per l’alimentazione corretta e bilanciata dei nostri figli

26 Marzo 2019

La scienza dimostra che i pilastri per una buona salute si costruiscono a tavola e dipendono dal cibo che mangiamo. È perciò fondamentale dare importanza ad una dieta varia ed equilibrata, che veda l’assunzione bilanciata dei differenti gruppi alimentari. Non solo, seguire un’alimentazione sana è fondamentale per rafforzare il corpo, ma anche per fornire l’energia quotidiana indispensabile a fare funzionare bene l’organismo. Una giusta alimentazione è dunque determinante per uno sviluppo fisico sano, soprattutto durante l’infanzia e nelle fasi successive della vita. Io sono una madre, per cui avverto…

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Cos’è il reddito di maternità

Dopo il reddito di cittadinanza ecco il reddito di maternità .
Di cosa si tratta?
Di 1000 euro al mese per le donne che scelgono di fare le mamme a tempo pieno. Una proposta di legge di iniziativa popolare proposta dal coordinatore nazionale del Popolo della Famiglia, Mirko De Carli.
Per la proposta sono state raccolte circa 50mila firme che saranno depositate in Parlamento.
Si tratterebbe di una somma mensile che durerebbe otto anni e che ripartirebbe  alla nascita di ogni figlio.
Dal quarto figlio, poi, o con la presenza di disabilitá lo stesso diventerebbe un vitalizio. Il costo di questa misura è stimato circa tre miliardi ogni anno e troverebbe spazio nel fondo del Consiglio delle pari opportunità del triennio 2020-2022.
Ma tra l’annunciare ed il fare c’è di mezzo l’immensitá.
Io resto perciò dubbiosa e non solo sull’effettiva realizzazione della misura.
Perché se da un lato è vero e giusto che se una donna sceglie liberamente di voler fare solo la madre nella vita lo Stato deve necessariamente aiutarla concretamente , ma dall’altro quando una donna decide di essere madre e non rinunciare alla propria carriera deve altresì poter contare sull’ausilio di un welfare moderno e strutturato come già avviene in altri Paesi europei, come ad esempio in Francia.
Per cui, va benissimo il reddito di maternità ma non basta, è troppo poco, è solo un piccolo tassello, un primo intervento che apre ad un cambiamento sostanziale su un tema importante, quello della maternità che va sostenuta e garantita . Ma un Paese civile e moderno deve anche doverosamente  garantire alle donne il diritto a lavorare senza rinunciare a costruire una famiglia.
L’italia necessita , da troppo tempo ormai, di un intervento strutturato rivolto alla maternità e alla famiglia, i bonus non servono a nulla.

Quando l’affido dei minori diventa un business

Di seguito pubblico una lettera di chi ha vissuto il percorso che solitamente si segue in Italia per chiedere l’affidamento di minori.

A voi le riflessioni.

” In seguito a cambiamenti familiari io e mio marito, con più tempo da dedicare, ci poniamo come progetto l’affido di uno o più minori. Ci sottoponiamo alle valutazioni di rito: quella da parte dei consulenti del Tribunale di competenza, consultorio del territorio, altri consultori con altri colloqui psicodiagnostici, valutazioni da parte di diversi team di specialisti del settore (psicologi, assistenti sociali, operatori), tutti ci vivisezionano accuratamente (e noi apriamo volentieri il nostro vissuto, più e più volte), ci affidiamo a consiglieri comunali, a segretari e impiegati nei vari ruoli. Fiduciosi, maciniamo chilometri e tempo da dedicare agli esami delle nostre persone”.

“Ogni relazione ci ha descritto come risorsa, adeguati al ruolo di affidatari. Seguiamo incontri sul tema per quasi 3 anni. Se risulta necessario ripetiamo con nuovi visi tutti i test e gli ormai dolorosissimi  colloqui… Ancora corsi di formazione, ancora incontri organizzati dal Comune tal dei tali. E poi la valutazione presso altri Tribunali di province vicine (con documenti, appuntamenti). Poi la conoscenza delle Comunità dove sono ospitati tantissimi ragazzi (una vera sorpresa scoprirne il numero…) storie immense per gravità e varietà”.

“Ogni Comunità ospitante viene organizzata (con spese a carico del Comune di appartenenza) con tantissime figure: educatori, psicologi, assistenti sociali. Tantissima gente ruota attorno ad ogni sede, non sono mai riuscita a identificare tutti i componenti dedicati alle strutture, ne spuntavano sempre di altri. Abbiamo avuto la possibilità di avvicinare un ospite di una comunità e ci siamo resi conto che la persona in questione non era stata mai ascoltata, i suoi desideri, le sue capacità non erano minimamente note agli operatori che ne avevano cura, nonostante i tanti, tanti anni di vita trascorsi in struttura”.

“Come se tutto questo vorticoso ruotare intorno ai minori non fosse finalizzato a renderli consapevoli, a favorirne le autonomie e la crescita attraverso l’ospitalità di ambienti familiari adeguati…. ma anzi a perpetuarne lo stazionare in tali luoghi. E ancora.. nuovi corsi di formazione finanziati pubblicamente, per riflettere… Ma i ragazzi in questi infiniti tempi, rimangono lì, inascoltati, lontani da un ambiente ospitante che potrebbe dar loro calore e relazioni, utili a riconquistare un minimo di serenità (a costo zero per lo Stato)”.

“Per le pratiche di adozione è giusto che le situazioni siano approfondite e analizzate profondamente… ma per una richiesta di affido, che ha il fine di ospitare minori appartenenti a famiglie in difficoltà, 3 anni trascorsi solo in spietate valutazioni senza potersi mettere in gioco, sono incomprensibili o forse no, visto il business istituito”.