100% mamma

La vita cambia in un attimo, senza avvisare

28 Maggio 2019

La vita può cambiare in un attimo, ti può distruggere in un attimo, senza avvisare. Anche ad una madre felice di 4 bambini in una giornata di vacanza. Oggi vi racconto una storia  che ci invita a riflettere sul senso delle cose, tutte, su quanto tutto sia effimero, inafferrabile, precario il nostro modo di vivere per quanto progettato, sperato e amato, amatissimo. La vita un giro ti dice che sei bello, felice ed in salute, il giorno dopo può annientarti. Perciò…

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Le parole pesano

Le parole pesano. E pesano ancora di più quando sono rivolte ai bambini. È necessario imparare ad usarle con la giusta misura e consapevolmente perché se usate erroneamente si trasformano in armi devastanti  per l’autostima dei nostri bambini, specie se ci troviamo di fronte ad un figlio particolarmente sensibile o emotivo.

Per tale ragione oggi vi propongo un brano tratto   “Intelligenza emotiva per un figlio. Una guida per i genitori” di John Gottman che certamente vi farà riflettere :

“ EVITATE LE CRITICHE ECCESSIVE, I COMMENTI UMILIANTI O SARCASTICI NEI CONFRONTI DI VOSTRO FIGLIO: La nostra ricerca dimostra chiaramente che un simile atteggiamento di disprezzo ha un effetto distruttivo per la comunicazione tra genitori e figli e per l’autostima dei figli. Negli esperimenti di laboratorio che abbiamo condotto con le famiglie, abbiamo visto i genitori assumere questo comportamento in diversi modi, uno dei quali è quello di ripetere alla lettera, in tono di scherno, i commenti dei figli. (Ad esempio il bambino potrebbe dire: «Non ricordo questa storia». «Non te la ricordi?» era la risposta dei genitori in tono di scherno.) Durante l’esercizio con i videogiochi, alcuni genitori erano troppo ansiosi per gli errori dei propri bambini, facevano notare loro ogni sbaglio e li soffocavano con una sequela ininterrotta di critiche. Altri si sostituivano ai figli nel gioco, dimostrando così di considerarli incapaci. Nelle interviste sulle emozioni dei propri figli, molti genitori ci dicevano di reagire ai capricci dei bambini in età prescolare con l’irrisione e lo sbeffeggiamento. Quando tre anni dopo verificammo la situazione di queste famiglie, trovammo che i figli, che erano stati trattati dai genitori in maniera irriguardosa e sprezzante, erano gli stessi ragazzi che sperimentavano le maggiori difficoltà nell’apprendimento scolastico e nelle amicizie. Questi ragazzi avevano i livelli più alti di ormoni collegati allo stress. Inoltre avevano maggiori problemi comportamentali, secondo quanto riferivano i loro insegnanti e, secondo le loro mamme, si ammalavano frequentemente. L’atteggiamento di scherno da parte dei genitori può essere osservato sia nella vita reale sia nelle esperienze di laboratorio. In ogni istante, genitori bene intenzionati sgretolano la fiducia in se stessi dei propri ragazzi, correggendo continuamente il loro modo di fare, deridendo i loro sbagli e immischiandosi senza bisogno anche quando i figli cercano di eseguire i compiti più semplici“.

Nutripiatto: per l’alimentazione corretta e bilanciata dei nostri figli

La scienza dimostra che i pilastri per una buona salute si costruiscono a tavola e dipendono dal cibo che mangiamo. È perciò fondamentale dare importanza ad una dieta varia ed equilibrata, che veda l’assunzione bilanciata dei differenti gruppi alimentari.

Non solo, seguire un’alimentazione sana è fondamentale per rafforzare il corpo, ma anche per fornire l’energia quotidiana indispensabile a fare funzionare bene l’organismo. Una giusta alimentazione è dunque determinante per uno sviluppo fisico sano, soprattutto durante l’infanzia e nelle fasi successive della vita.

Io sono una madre, per cui avverto la responsabilità di crescere i miei figli nella maniera migliore possibile. Necessariamente il mio impegno passa dalla tavola per assicurare loro un corretto regime alimentare che gli permetta, non solo, di crescere sani e forti, ma che gli dia anche un’educazione tale da far comprendere lorol’importanza di quello che mangiamo. 

Si sa, non è sempre semplice riuscire a fare mangiare ad un bambino cibi salutari e nelle giuste quantità. Ho provato diverse volte a stimolare la loro curiosità attraverso il gioco ma, come tante di voi sapranno, non è sempre facile avvicinarli a nuovi gusti. Recentemente, un aiuto importante arriva da Nestlé con il geniale NUTRIPIATTO. E se ha funzionato con mio figlio che mai aveva mangiato una sola verdura in vita sua, sono sicura che funzionerà con qualunque bambino.

Ma andiamo per step, sapete di cosa si tratta?

Il NUTRIPIATTO è uno strumento di educazione alimentarerivolto ai bambini dai 4 ai 12 anni, che consiste in un piatto “intelligente” e una guida didattica. Il piatto indica le corrette porzioni dei gruppi alimentari che fanno parte dei due pasti principali, ovvero il pranzo e la cena. 

La guida, invece, spiega come utilizzare Nutripiatto e offre consigli e idee per soddisfare i fabbisogni nutrizionali dei bambini, tenendo anche conto delle differenti fasce di età, e aiutare le famiglie a seguire uno stile alimentare sano, basato sul modello Mediterraneo. La guida, inoltre, è composta anche da capitoli specifici inerenti all’importanza di fare attività fisica e diavere una corretta idratazione.

Il Nutripiatto, come potete vedere dalle foto, essendo colorato e ben illustrato, stimola l’attenzione e la curiosità dei bambini che, attraverso il gioco, percepiscono l’importanza di un’alimentazione sana e bilanciata, diventando così i veri protagonisti in cucina.

Il progetto Nutripiatto fa parte di un più ampio progetto Nestlé, di respiro internazionale, denominato “Nestlé for Healthier Kids”.

“Nestlé da sempre si impegna ad aiutare genitori ed educatori nel fornire la corretta nutrizione ai bambini.” – afferma DesiréeGarofalo, Nutrizionista Nestlé – “Nutripiatto rientra infatti nel progetto internazionale Nestlé for Healthier Kids, che si pone l’ambizioso obiettivo di aiutare, entro il 2030, 50 milioni di bambini a vivere in modo più sano. E in un Paese come l’Italia, in cui una corretta nutrizione ha come alleato la dieta mediterranea, Nutripiatto ne sostiene ulteriormente i principi, focalizzandosi sulla corretta porzionatura di pasti e alimenti”.

In conclusione, sintetizzando, care mamme, questo è quello che dovete tenere a mente: Nestlé mette a disposizione dei genitori italiani Nutripiatto, un modo semplice e divertente per creare tutti insieme porzioni “a misura di bambino”, la base per un’alimentazione corretta fin dall’infanzia.• Il progetto si avvale del contributo scientifico dell’Università Campus Bio-Medico di Roma che, partendo da Nutripiatto, ha studiato una serie di ricette nutrizionalmente bilanciate e pensate per i bambini dai 4 ai 12 anni• L’obiettivo iniziale di Nestlé è di distribuire 500.000 kit Nutripiatto entro il 2020, raggiungendo così quasi il 15% delle famiglie in Italia con bambini in questa fascia di età.

Se vi ho incuriosito e volete saperne di più, visitate il sito www.nutripiatto.nestle.it, dove è possibile scaricare la guida, trovare approfondimenti, ricette consultabili liberamente erichiedere gratuitamente il kit Nutripiatto.

Complimenti a questa grande azienda che è stata in grado di pensare sensibilmente alla salute dei nostri bambini, trasmettendo loro concetti fondati su basi scientifiche ma resi fruibili grazie al gioco. 

PARTE IL NEET WORKING TOUR PER I GIOVANI

Si apre a Torino l’11 aprile il Truck Tour NEET Working, la campagna informativa itinerante rivolta ai NEET (Not in Education, Employment or Training), giovani inattivi di età compresa tra i 14 e i 35 anni che non studiano, non lavorano e non fanno formazione.

L’iniziativa rientra nel “PIANO NEET”, un piano strategico di emersione e orientamento dei giovani inattivi, promosso dal Ministero per le Politiche Giovanili e dal Ministero del Lavoro e delle Politiche sociali.

“Questo tour inizia con l’obiettivo più ambizioso che un governo può darsi: stimolare i giovani e dare loro la forza necessaria per formarsi e lavorare, dare loro gli strumenti per inseguire i propri sogni. Questo Tour ha il compito di informare le ragazze e i ragazzi sui tanti strumenti già a loro disposizione e per confrontarsi su tutte le azioni future. Per fare ciò usciamo dai palazzi ed andiamo nelle piazze che i giovani vivono cercando un confronto concreto e creando sotto gli stand piccole fiere del lavoro”. Dichiara Fabiana Dadone, Ministro per le Politiche Giovanili.

L’iniziativa parte in concomitanza con il “Forum sul presente e il futuro della cittadinanza e dell’educazione ai diritti umani in Europa con i giovani”, co-organizzato dal Consiglio d’Europa, dal Dipartimento per le Politiche Giovanili e il Servizio Civile Universale del Governo italiano e il Ministero dell’Istruzione, in collaborazione con il Consiglio Nazionale dei Giovani, Amnesty International e il Comune di Torino, nella sede ILO.

Da Save the Children i consigli per comunicare la guerra ai bambini

Per sostenere tutti gli adulti che si trovano nella situazione di dover spiegare ai bambini qualcosa che potrebbero non comprendere, come la guerra, Save the Children ha stilato un elenco con facili consigli da seguire per affrontare le paure dei più piccoli. Gli esperti di Save the Children, l’Organizzazione internazionale che da oltre 100 anni lotta per salvare le bambine e i bambini a rischio e garantire loro un futuro, hanno sottolineato che quello che sta accadendo in Ucraina può essere fonte di preoccupazione sia per i bambini che per gli adulti. “Ignorare o evitare l’argomento può portare più piccoli a sentirsi persi, soli e più impauriti. È essenziale avere conversazioni aperte e oneste con i bambini per aiutarli a elaborare ciò che sta accadendo”.

E’ importante valutare l’età del bambino. I bambini piccoli potrebbero non capire cosa significhi conflitto o guerra. Non è necessario spiegare eccessivamente la situazione o a non entrare troppo nei dettagli che potrebbero far crescere in loro un’ansia inutile. I bambini più piccoli potrebbero essere appagati anche soltanto con la spiegazione che a volte i paesi combattono tra loro. È più probabile che i bambini più grandi sappiano cosa significhi la guerra, ma possano comunque trarre sostegno dal parlare con un adulto della situazione. I bambini più grandi sono più preoccupati dalla guerra perché tendono a comprenderne i pericoli.

I bambini non dovrebbero sentirsi giudicati e hanno bisogno di sentire che le loro preoccupazioni vengono prese in considerazione. Se i bambini hanno la possibilità di avere una conversazione aperta e onesta su cose che li turbano, possono sentirsi sollevati e più sicuri.

RASSICURALI CHE GLI ADULTI DI TUTTO IL MONDO STANNO LAVORANDO DURAMENTE PER RISOLVERE QUESTO PROBLEMA – Ricorda ai bambini che non è loro compito risolvere questo problema. Non dovrebbero sentirsi in colpa di continuare a giocare, d’incontrare i loro amici o di fare cose che li rendono felici. Mantieni la calma quando ti approcci alla conversazione. I bambini spesso copiano i sentimenti dei loro caregiver.

OFFRI LORO UN MODO PRATICO PER AIUTARLI – Sostieni i bambini che vogliono dare una mano. I bambini che hanno l’opportunità di aiutare le persone colpite dal conflitto possono sentirsi parte della soluzione. 

CREARE DEI MOMENTI IN CUI SI ANALIZZANO INSIEME LE NOTIZIE – Soprattutto, lasciare spazio alle loro domande.

SUGGERIRE LIBRI DA LEGGERE SUL TEMA DELLA GUERRA E DELLA PACE – Le letture tematiche possono aiutarci ad affrontare questioni delicate soprattutto con i più piccoli.

DARE SPAZIO ALLE TESTIMONIANZE DEI COETANEI – Le storie personali hanno sempre un grande impatto sugli adulti così come sui bambini e possono servire anche a comprendere meglio la situazione, sfruttando l’empatia e l’immedesimazione. 

UTILIZZARE UNA STORIA O UN LIBRO ILLUSTRATO – Per parlare di un tema così delicato ai più piccoli, può essere di grande aiuto partire da una storia pensata e creata proprio per loro. E, perché no, anche usare una storia scritta dai bambini stessi.

Pandemia e salute mentale di bambini e adolescenti

Ho incontrato la dottoressa Marilena Mangiardi, medico specialista Neurologo presso reparto Stroke Unit Ospedale San Camillo- Forlanini Roma, abbiamo affrontato un tema rilevante in questo periodo di pandemia che interessa, ahimè, bambini e adolescenti. La salute mentale, infatti, è un delicato ed importante problema che interessa un numero rilevante dei nostri ragazzi , argomento di cui le Istituzioni dovrebbero occuparsi.

Per meglio comprendere lo stato delle cose ho posto alcune domande alla dottoressa Mangiardi, fonte autorevole e certa per trattare questo problema.

1) IN CHE MODO LA PANDEMIA DA SARS-COV-19 HA IMPATTATO SULLA SALUTE MENTALE DI BAMBINI ED ADOLESCENTI NEL MONDO?

Nel mondo la popolazione compresa tra i 10 ed i 19 anni, costituisce circa il 28% della popolazione generale, e secondo gli studi scientifici, sembrerebbe essere la fascia di età maggiormente colpita da disturbi piscologici relativi alla pandemia.

Infatti, le modalità di prevenzione applicate nel mondo per contrastare la diffusione dell’infezione da Sars-Cov 19, quali isolamento e distanziamento sociale, continuano ad avere effetti negativi anche a lungo termine, nei bambini e negli adolescenti, rispetto alla popolazione adulta. In particolare, queste circostanze, hanno generato ansia, stress e senso di abbandono ed impotenza.

Le cause di questo impatto possono avere molteplici spiegazioni: maggiore vulnerabilità nell’età dello sviluppo; presenza di “bisogni speciali”, condizione di alterata salute mentale pre-esistente, condizioni economiche e familiari sfavorevoli .

2) QUALE E’ STATO L’IMPATTO DELLA PANDEMIA SULL’APPRENDIMENTO SCOLASTICO IN BAMBINI ED ADOLESCENTI?

Purtroppo, la chiusura delle scuole e delle università, a livello nazionale ed internazionale, ha influenzato negativamente il processo educativo e di apprendimento di circa il 90% degli studenti.

Il loro confinamento a casa, ha incrementato il senso di ansia ed incertezza riguardo al futuro, attribuibile alla frammentazione educativa ed alla assenza di opportunità di socializzazione e di attività ricreative.

Alcuni bambini hanno manifestato una ridotta affettività ed una maggiore dipendenza dalle figure genitoriali, a causa della ridotta interazione sociale in ambiente scolastico. Inoltre, per alcuni ragazzi la riapertura delle scuole dopo lunghi periodi di “lockdown” è stata vissuta come un evento negativo in quanto presentavano difficoltà a ristabilire rapporti sociali “face to face” sia con gli insegnanti che con i loro coetanei.

Infine, queste misure di distanziamento sociale  hanno incrementato l’utilizzo compulsivo di internet e social media, con accesso non controllato, tale da rendere bambini ed adolescenti maggiormente vulnerabili e vittime di bullismo e/o abuso.

3) QUALI LE CONSEGUENZE DELLA PANDEMIA SU BAMBINI CON BISOGNI SPECIALI?

Circa un bambino su sei, di età compresa tra i 2 e gli 8 anni, presenta “bisogni speciali” (autismo, disturbo dell’attenzione e/o dell’apprendimento, paralisi cerebrali, disabilità mentali e/o fisiche).

Questa popolazione speciale, ha maggiormente risentito dell’impatto negativo della pandemia ed i loro disturbi si sono aggravati a causa delle restrizioni e dell’ambiente sociale sfavorevole (unfriendly) che contrastava con la loro precedente routine. La chiusura di centri dedicati, la mancata accessibilità a risorse materiali e umane, la impossibilità di comprendere la pandemia, hanno comportato una regressione sociale e ricaduta dei sintomi, con conseguente conflitto tra genitori e figli.

4) QUALI SINTOMI NEUROPSICOLOGICI HANNO MANIFESTATO PIU’ FREQUENTEMENTE BAMBINI ED ADOLESCENTI IN CORSO DI PANDEMIA?

Vari studi scientifici condotti su una popolazione pediatrica di età compresa tra 3 e 18 anni, hanno dimostrato come la pandemia abbia favorito la comparsa di vari sintomi neuropsicologici.

In particolare si è osservato un aumento della irritabilità, maggiore difficoltà attentiva, disturbi del sonno con incubi frequenti, apatia, svogliatezza, scarso appetito.

Basandosi su questionari compilati dai genitori, è emerso che i bambini manifestavano maggiore senso di insicurezza, si sentivano impauriti ed in alcune circostanze, abbandonati.

Perché è importante vaccinare i bambini

Dopo gli adulti e gli adolescenti è la volta dei bambini. L’EMA ha ufficialmente approvato Comirnaty  il vaccino a mRNA di Pfizer-BioNTech utile nella prevenzione di Covid-19- per la fascia di età 5-11 anni. 

La vaccinazione nei più piccoli si è dimostrata estremamente sicura ed efficace. Il vantaggio della vaccinazione nei più piccoli è duplice: da un lato si evita la malattia -sviluppare Covid-19 è estremamente più rischioso della vaccinazione- dall’altro evitare nuovi casi nei più piccoli genererà a cascata effetti positivi sul resto della popolazione.

A differenza di quanto accaduto inizialmente, dove i nuovi contagi nei bambini rappresentavano una percentuale estremamente bassa, oggi a causa delle mutazioni accumulate nel tempo Sars-Cov-2 colpisce indistintamente adulti e bambini. Due dati su tutti: negli Stati Uniti il 25% dei nuovi casi riguarda la fascia di età 5-11 anni; nel nostro Paese da un confronto con i dati pubblicati dall’Istituto Superiore si Sanità il 25 agosto, emerge che in poco più di due mesi, l’incidenza più elevata di nuovi casi si è registrata nella fascia di età sotto i 12 anni, ovvero nella popolazione non ancora vaccinabile. Affermare dunque che Covid-19 è una malattia che non colpisce i bambini è totalmente infondato.

Che i bambini superino la malattia con maggiore successo rispetto alle fasce di popolazione anziana è  un dato di fatto. Attenzione però a non confondere il messaggio. Come spiegano Jeffrey S. Gerber (professore di pediatria ed epidemiologia presso la University of Pennsylvania Perelman School of Medicine) e Paul A. Offit (direttore del “Vaccine Education Center” presso il Children’s Hospital di Philadelphia) in un editoriale apparso su Science, «negli Stati Uniti per Covid-19 sono già morti 700 bambini. Sars-Cov-2 è entrato nella lista delle prime dieci cause di morte in età pediatrica. Nessun bambino è invece deceduto per la vaccinazione».

Fungendo , inoltre , da veicolo del contagio i bambini possono mettere in pericolo gli adulti con cui vivono. Da vaccinati le probabilità di infettarsi sono inferiori e dunque nell’economia della circolazione del virus, che ricordiamo circola meglio laddove non trova ostacoli, ovvero tra i non vaccinati- la vaccinazione in questa fascia di età contribuirà a tenere sotto controllo ulteriormente la pandemia. 

Ma un altro motivo che dovrebbe far propendere per la vaccinazione nei bambini riguarda, più in generale, la storia delle malattie infettive. I numeri ci dicono che anche se è vero che la maggior parte dei bambini sperimenta una malattia asintomatica o lieve, alcuni si ammaleranno e un piccolo numero andrà incontro a decesso. Ad oggi i bambini vengono vaccinati, ad esempio, per l’ influenza, la meningite, la varicella , il morbillo la parotite e la rosolia . Nessuna di queste malattie, ancor prima della disponibilità delle vaccinazioni, ha causato ogni anno il numero di decessi che invece ha portato Sars-Cov-2 da inizio pandemia. Partendo da questo presupposto, «non vaccinare un bambino per il nuovo coronavirus  -concludono gli esperti nell’editoriale su Science- non è affatto una scelta esente da rischi. Al contrario è una scelta che implica la decisione di esporsi ad un rischio maggiore rispetto a ciò che può accadere con la vaccinazione.

(da Fondazione Veronesi)

Caro Presidente le scrivo

Caro Presidente Mattarella,

Si caro, perché Lei è entrato a far parte delle nostre vite ed è diventato un punto di riferimento per le nostre famiglie. È così, da figlia voglio confidarmi, voglio raccontare la mia amarezza per questa Italia che non è un Paese per le famiglie, in particolare maniera in questo periodo così difficile caratterizzato ancora, ahimè, dal COVID.

Le racconto la storia di una famiglia, di due genitori e due bambini che in una grande città non possono contare sull’aiuto di nessuno se non della scuola nelle ore di lezione. Un giorno capita che un figlio ha un problema di salute, la mattina alle 9 deve essere in ospedale per una visita. Ad accompagnarlo sarà il papà che prende un permesso da lavoro, mentre la mamma accompagna l’altra figlia a scuola alle otto e trenta, partecipa alla call a cui non può proprio mancare perché è una libera professionista e se non lavora non guadagna e i soldi servono, ne servono tanti.

La mamma appena finita la prima call della mattina, in una giornata di allerta meteo rossa, dandosi appuntamento all’ufficio del papà che nel frattempo è arrivato verso le 10,30 corre a prendere il piccolo che ha le pupille dilatate e non può rientrare a scuola.

La mamma entra nell’ufficio del papà, trova il piccolo paziente ma annoiato seduto in un angolo ad attendere, mentre il papà è in pieno ritmo lavorativo. Questo papà sarebbe anche potuto tornare a casa ma per senso del dovere ha scelto di lavorare. La mamma prende il figlio intorno alle 11 e ritorna a casa a lavorare in regime di smartworking perché il bambino non può stare a casa da solo. Il piccolo sarà rimasto sul posto di lavoro del papà all’incirca 50 minuti, senza dare fastidio, seduto su una sedia in attesa di andare via, tornare a casa, chiudere gli occhi e farli riposare dopo la visita subita.

Caro Presidente, dopo l’affanno di questa giornata, sa cos’è successo?

Il papà riceve una serie di mail di rimprovero per avere fatto accedere agli uffici (pubblici, si tratta di pubblica amministrazione) un bambino, anche se non esiste regolamento alcuno in questo ente sull’ingresso di bambini, per cui tantomeno non è previsto un diniego.

Capisce Presidente cosa subisce questo popolo? L’Italia, il Paese dei grandi eroi è rappresentato da chi gestisce la cosa pubblica così. Allora quando sento parlare di welfare, di aiuti alle famiglie, di politiche sociali comprenderà che mi pervade un senso profondo di sfiducia nelle istituzioni, mi rattrista e mi delude fortemente. Mi sento ancora peggio quando tali situazioni mi mettono difronte anche al lato umano di chi neanche per un attimo applica la regola del buonsenso , non parlo di sensibilità o carità umana perché sarebbe chiedere troppo.

Caro Presidente, io le chiedo a nome di tutte le famiglie italiane di intervenire nel merito dell’etica delle pubbliche amministrazioni, perché si rispetti il diritto a voler essere genitore, a prendersi cura dei propri figli continuando ad avere la garanzia di un lavoro.

Come si elegge il Presidente della Repubblica

La procedura per l’ elezione del presidente della repubblica è particolarmente complessa, perché esso rappresenta la massima carica istituzionale dell ‘Italia.

In base all’ articolo 87 della Costituzione infatti, il capo dello stato viene eletto dal parlamento in seduta comune a cui si aggiungono 3 delegati per ogni regione, fatta eccezione per la Valle d’Aosta che ne esprime uno solo.

Lo stesso articolo della costituzione stabilisce che il voto sia segreto e che il nuovo presidente sia eletto con una maggioranza qualificata dei due terzi dell’assemblea. Se tale maggioranza non viene raggiunta, si procede ad una nuova votazione. Dopo i primi tre scrutini se ancora non si riesce ad eleggere un candidato, diventa sufficiente la maggioranza assoluta, ovvero la metà più uno dei votanti.

Allo spoglio procede il presidente della Camera dei Deputati che da lettura di tutte le schede tranne quelle identificabili come nulle. Per prassi si considerano “dispersi” i voti ai quei candidati che raccolgano un numero di preferenze inferiore a due.

La seduta per l’elezione del presidente della repubblica è unica, ciò significa che finché non viene eletto il successore al Quirinale l’assemblea non si scioglie.

Cos’è il Semestre Bianco?

Per il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella è iniziato il semestre bianco.

Il semestre bianco per Mattarella scatta dal 3 agosto 2021, fino alla scadenza naturale del suo mandato settennale e cioè gennaio 2022.

Ciò significa che negli ultimi sei mesi del suo mandato, che dura sette anni, il presidente della Repubblica non può sciogliere anticipatamente le Camere. Lo stabilisce l’articolo 88 della Costituzione: “Il Presidente della Repubblica può, sentiti i loro Presidenti, sciogliere le Camere o anche una sola di esse. Non può esercitare tale facoltà negli ultimi sei mesi del suo mandato, salvo che essi coincidano in tutto o in parte con gli ultimi sei mesi della legislatura”.

Il potere di scioglimento delle Camere è infatti uno dei poteri più forti del Capo dello Stato, che non può esercitarlo negli ultimi sei mesi prima di cessare il suo mandato.

I padri costituenti temevano che un Presidente autoritario avrebbe potuto sciogliere le Camere per farne eleggere di più compiacenti e sperare in un secondo mandato.

Nel 1991, per evitare quello che fu definito un “ingorgo istituzionale” per la coincidenza della fine della legislatura con la fine del mandato presidenziale di Francesco Cossiga, si modificò l’articolo 88, aggiungendo all’ultima frase le parole “salvo che essi coincidano in tutto o in parte con gli ultimi”.

I poteri del capo dello Stato non sono però dimezzati: restano immutati i poteri di nomina, di firma, di rinvio delle leggi, come la prerogativa di inviare messaggi al Paese. Oltre alla moral suasion per evitare ribaltoni dei partiti.

Due gli assi nella manica: in primis il capo dello Stato può mantenere l’eventuale esecutivo dimissionario in carica per l’ordinaria amministrazione. Inoltre il presidente della Repubblica ha l’arma finale delle dimissioni. In questo caso lo scioglimento delle Camere spetterebbe al successore.

Un figlio lo ami e basta

L’amore per un figlio riesce a superare tutto, spacca le montagne, apre il mondo e ti sostiene anche quando le tue gambe sono talmente deboli da fare fatica a stare in piedi, anche quando ti inquieta, ti delude.

Un figlio lo ami, lo ami e basta,nonostante tutto, tu lo ami sempre.

In questo momento che la mia maternità sta mettendo a dura prova il mio fisico, la mia pazienza e il mio umore, è successo e non per un caso ne sono certa, che mi sono imbattuta in uno scritto che sembra il mio, che racconta la verità di tutto e ti dice : vai avanti, sei in possesso dell’amore infinito, la gioia che provi e’ una retta parallela a quella delle difficoltà, la tenerezza che accoglie lo sguardo di tuo figlio non ha termine di paragone in null’altro. Lui è tutto e tu lo ami e basta, nient’altro.

Grazie a Penny e alle sue parole di mamma:

“ Anche quando è un casino.

Quando sbaglia o fa di testa sua.

È parte di te. Come fosse un braccio, una gamba, il cuore tutto.

Lo ami dentro alla pancia e prima ancora nei desideri. Lo ami quando vive laggiù, da qualche parte nel mondo, e non sai chi sarà e se ti vorrà bene.

Lo ami quando non dorme la notte e chiama. Quando sta male, ed è così cucciolo da riuscire a prenderlo tutto.

Quando ha le gambe corte, e traballa.

Quando si ferma e ti dice:”In braccio”. In fondo, lo sai, sarà per una vita.

Quando fa i castelli di sabbia e poi li distrugge.

Quando vuole aver ragione a tutti i costi. Fa i capricci e vorresti sprofondare.

Quando lascia i calzini per terra. Le maglie alla rovescia e ti dice: non rompere, sei una palla, non voglio essere come te. Anche allora lo ami.

Quando gioca a fare il grande e capisci che è ancora piccolo, più di quanto immaginavi.

Quando non ti vuole. E non sa chiedere scusa. Ed è così confuso che confonde anche te. 

Quando ti cerca e poi va lontano. Neppure sai dove.

Quando si perde per selve oscure e non sa ritornare.

Quando ti delude, non sai più chi è. E vorresti odiarlo ma non puoi. 

Quando si dimentica di te e ti considera cosa sua. Così scontata che nemmeno ti vede.

Quando è vergogna. E distrugge.

Quando ti richiede presenza e vorresti essere altrove. Quando il suo cuore non è più tuo, ma spazio d’altri.

Quando non sa cosa fare di se stesso né di quello che siete stati insieme. E butta via tutto. Persino i ricordi.

Un figlio lo ami. Non c’è verso.

Lo ami. E basta. 

Di un amore sincero.

Che sconfina i confini. 

E non possiede ragione. 

Un figlio lo ami. 

Lo ami e basta.

Se non pretendi che sia come te”.